Archeologia: allarme Unesco su mercato nero in paesi arabi

Scavi abusivi in siti archeologici non più controllati dopo le rivolte

Una veduta del sito archeologico dell'antica citta' romana Leptis Magna sulla costa libicaUna veduta del sito archeologico dell’antica citta’ romana Leptis Magna sulla costa libica

da http://ansamed.ansa.it/ansamed/it/notizie/rubriche/cultura/2013/11/15/Archeologia-Allarme-Unesco-mercato-nero-paesi-arabi_9625573.html

(dell’inviato Francesco Tedesco)

(ANSAmed) – PAESTUM (SALERNO) – ”Il patrimonio archeologico di Paesi come l’Egitto, la Siria, la Libia è diventato un obiettivo del mercato clandestino di reperti”. A lanciare l’allarme è Mounir Bouchenaki, consigliere speciale del direttore Unesco e direttore generale dell’Arab Center for World Heritage dell’Unesco. Bouchenaki, intervenuto alla borsa del Turismo Archeologico di Paestum, spiega che ”la primavera araba non è stata per ora una vera primavera per il patrimonio dei beni culturali di questi Paesi”. L’organizzazione dell’Onu per i beni culturali, spiega Bouchenaki, ”è molto preoccupata per la situazione, non solo delle popolazioni che soffrono per le crisi politiche nell’area araba, ma anche per il patrimonio storico, che è diventato un obiettivo dei mercanti clandestini d’arte. Negli ultimi mesi stiamo registrando un gran numero di reperti che vengono portati fuori da questi Paesi e venduti clandestinamente”.

Il problema è la sicurezza dei siti archeologici: ”Ci sono scavi abusivi che vengono effettuati – prosegue Bouchenaki – nei siti che non hanno più la custodia e la protezione che avevano negli anni passati, prima delle turbolenze politiche. Purtroppo abbiamo esperienze precedenti di questo fenomeno, basta ricordare quello che accade in Cambogia durante la rivoluzione dei Khmer Rossi”. Scavi abusivi che portano quindi alla luce reperti pronti per essere smistati sui mercati clandestini e venduti a caro prezzo. Sul tema la direttrice generale dell’Unesco Irina Bokova si sta attivamdo con le altre organizzazioni internazionali per intervenire appena la situazione politica lo permetterà. ”La direttrice generale dell’Unesco – annuncia Bouchenaki, algerino ed ex direttore generale dell’Iccrom e del dipartimento del patrimonio culturale dell’Unesco – vuole varare un coordinamento tra tutte le organizzazioni specializzate come l’Icomos (Consiglio internazionale dei siti storici e monumenti), l’Icom (Consiglio Internazionale dei Musei), e la stessa Iccrom (il consiglio internazionale dell’Unesco sulla conservazione dei siti storici) per fare in modo che non appena vengano ristabilite condizioni di sicurezza nel Paese, e penso in particolare alla Siria, ci sarà un intervento di tutela”. Proprio sulla situazione siriana, i rappresentanti della cooperazione italiana allo sviluppo del ministero degli esteri italiano hanno sottolineato, nel corso del loro intervento alla borsa di Paestum, come resti per ora sospeso il progetto di rinnovamento e riorganizzazione del Museo Nazionale di Damasco e la ristrutturazione della Cittadella di Damasco.

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