Giornata Mondiale dell’Alzheimer

Sabato 21 settembre 2013 si celebra la XX Giornata Mondiale dell’Alzheimer. Numerose le iniziative. Un libro aiuta comprendere a fondo il fenomeno Alzheimer e la persona che ne è coinvolta 

Sabato 21 settembre 2013 ricorre la XX Giornata Mondiale dell’Alzheimer, la malattia neurovegetativa più temuta, che tuttavia colpisce sempre più persone. Anche se si verifica in prevalenza dai 65 anni in su, oggi vi un aumento di casi anche tra le persone più giovani.
Per questo motivo, e per offrire una speranza alle circa 500mila persone che soltanto in Italia ne soffrono, la Giornata Mondiale dell’Alzheimer non si ferma alla sola celebrazione, atta a sensibilizzare, ma consta di numerose iniziative anche nel nostro Paese.

Con oltre 18 milioni di malati nel mondo, l’Alzheimer è e resta una delle malattie neurologiche a più alto impatto sulla qualità della vita. Altamente invalidante, per via del drammatico declino cognitivo che l’accompagna, non solo non ha cura – che non sia solo sintomatica – ma spesso è del tutto sconosciuta ai più, o a chi non ha in casa un paziente: la Giornata Mondiale dell’Alzheimer è stata indetta anche per questo.

La malattia di Alzheimer giunge come un fulmine a ciel sereno: il suo esordio silenzioso manifesta tutta la sua dirompente distruttività una volta che è sviluppata. La distruzione delle cellule cerebrali avviene infatti poco alla volta, rendendo quasi irriconoscibili i primi segni che divengono eclatanti quando ormai è in fase avanzata e a questo punto vi è poco da fare.
Allo stato attuale delle cose non esiste cura né terapie preventive, ma soltanto terapie farmacologiche atte a controllare i sintomi.

Ma cosa accade davvero nel processo di sviluppo della malattia? Nella vita e nella mente della persona che ne è colpita?
Per rispondere a queste e altre domande, la dottoressa Maria C. Quattropani e la dottoressa Emanuela Coppola hanno pubblicato un libro (in collaborazione con Roberto Lampasona e Antonino Giorgi) dal titolo significativo “Dimenticare sé stessi”, edito da Piccin.
Frutto di ben 25 anni di lavoro, il volume tratta del decadimento mentale e le conseguenti ricadute sul sistema famigliare che la malattia di Alzheimer causa nella persona colpita e su chi le sta intorno: a riprova che l’Alzheimer non è una patologia che riguarda soltanto chi ne è affetto, ma ha un impatto devastante anche sui famigliari e le persone che ne vengono oltremodo coinvolte.
Proprio quest’ultimo aspetto, che spesso viene trascurato, è invece trattato dagli autori che evidenziano come sia anche fondamentale un approccio amorevole, pur non tralasciando il rigore scientifico.

Il lavoro degli scienziati si è concentrato oltremodo su quanto è realmente possibile fare nel progettare e realizzare in concreto interventi di “cura” efficaci che corrispondano alle esigenze reali e non tralasciabili (che siano consce o inconsce) dei pazienti e di chi se ne occupa.
La nota lucida di speranza che accompagna il lavoro è “Di Alzheimer non si guarisce, ma la qualità della vita è sicuramente migliorabile”.
Un lavoro eccellente che mostra come la psicogeriatria sia di fatto un corpus di nuova concezione che si avvale dell’esperienza e della scientifica fondatezza della psicologia dell’invecchiamento.
Un percorso che scansiona a 360 gradi lo sviluppo, l’esordio e la presenza ingombrante della malattia di Alzheimer nella vita di pazienti, famigliari e operatori sanitari.

La Giornata Mondiale dell’Alzheimer diviene dunque l’occasione per approfondire, conoscere, per poter comprendere meglio questa realtà e avere gli strumenti adeguati per non soccombere psicologicamente e fisicamente.
Come accennato, la Giornata, organizzata in Italia dalla Federazione Alzheimer Italia, si avvale di numerose iniziative, che possono essere trovate sul sito dedicato.

fonte: http://www.lastampa.it/2013/09/19/scienza/benessere/medicina/giornata-mondiale-dellalzheimer-comprendere-cosa-significa-essere-malati-e-stare-accanto-al-malato-rIXOwU2OsUic9PQfTLfYVM/pagina.html

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