UNESCO: «Il patrimonio culturale dell’Egitto è eredità del passato per le generazioni future»

«Condanno fermamente gli attacchi contro le istituzioni culturali del Paese e il saccheggio del suo patrimonio culturale. Ciò costituisce un danno irreversibile per la storia e l’identità del popolo egiziano».

A parlare è Irina Bokova, Direttore Generale dell’UNESCO, che dimostra la sua indignazione di fronte ai continui furti e deturpazioni della ricchezza archeologica e museale dell’Egitto.

Se il bilancio umano delle vittime della guerra civile nel Paese è alquanto grave, altrettanto pesante è quello storico. Nel corso di questa battaglia che vede scontrarsi esercito e Fratelli musulmani, si sono susseguiti una serie di episodi di ruberia all’interno di siti e musei archeologici, così come riportato dalla stampa internazionale. Questa situazione mette in stato dall’allarme gli archeologi italiani e mondiali i quali, tramite l’ ANA (Associazione Nazionale Archeologi), chiedono il rispetto della convezione UNESCO stipulata nel 1954, circa la salvaguardia del patrimonio archeologico nelle aree di tensione e guerra. La memoria egiziana è racchiusa nei maestosi ritrovamenti che costituiscono i tasselli di un puzzle storico alla base delle conoscenze del mondo antico nell’ambito dell’area mesopotamica tra Tigri ed Eufrate.

«L’eccezionale patrimonio artistico dell’Egitto non è solo un’eredità del passato, che riflette la sua storia ricca e diversificata, ma è anche un patrimonio per le generazioni future e la sua distruzione indebolisce seriamente le fondamenta della società egiziana», commenta Irina Bokova.

La disgregazione di tali opere porterebbe, in ambito di perdita artistica, a conseguenze irreversibili che la polizia egiziana deve assolutamente contrastare.

Museo Nazionale Malawi saccheggiato. Fonte: http://www.unesco.org

Dal 28 Gennaio i diversi musei del Cairo (egizio, copto, islamico) stanno subendo una serie di furti organizzati, per un totale di 70 milioni di danni e 54 pezzi sottratti solo al museo egizio.

Un susseguirsi di sparizioni e di ritrovamenti, spesso di falsi come quelli rinvenuti nel Nilo. Fino ad ora il famoso archeologo Zahi Hawass, riconfermato al Ministero per le antichità egizie, ha adottato la strategia del negare e, di fronte all’evidenza, ha minimizzato circa la qualità degli oggetti rubati; è stato accusato da archeologi, avvocati e attivisti di aver rifiutato l’aiuto prezioso dell’Unesco e di aver celato la scomparsa di 1578 reperti a Tel Basta, nel Delta del Nilo, sostituiti con copie. Di certo questo non giova alla sua immagine e non aiuta il problema, anzi non fa altro che alimentarlo.

 

Sarcofago vandalizzato nel Museo di Malawi, Minya, sud del Cairo. Fonte: http://www.finance.china.com.cn

Dopo aver esortato le autorità egiziane a garantire la protezione e l’integrità dei musei, siti ed edifici storici, tra cui quelli di importanza religiosa, Irina Bokova si è impegnata nel lanciare un appello alle autorità competenti per prevenire il traffico di beni culturali trafugati dal Museo Nazionale del Malawi, ribadendo la disponibilità dell’UNESCO nel fornire supporto tecnico per questo e per mobilitare le organizzazioni partner della Convenzione del 1970 contro il traffico illecito di opere culturali, compresi ICOM, ICOMOS, l’Interpol e l’Organizzazione mondiale delle dogane.

Martina Mastropierro

 Fonte

http://ilreferendum.it/2013/09/10/unesco-il-patrimonio-culturale-dellegitto-e-eredita-del-passato-per-le-generazioni-future/

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