A chi fa paura la Scuola Pubblica?

di Pietro Ceccarelli

A seguito dell’esecrabile “delitto” nella scuola pubblica di Brindisi, che aveva come fine di procurare una strage di giovani studenti innocenti, la Redazione di Liberartonline ha intervistato il Presidente della Federazione Nazionale degli Insegnanti (FNISM): Prof.ssa Gigliola Corduas. La FNISM è la più antica associazione di insegnanti, fondata nel 1902 da Salvemini e da Kirner, che associa insegnanti delle scuole pubbliche di ogni ordine e grado, personale direttivo ed ispettivo della P.I. e docenti universitari.

Professoressa perché proprio sui giovani studenti si è riversata tanta ferocia?
Ritengo che sul presente e sul futuro dei nostri giovani si gioca la parte più delicata e più difficile della crisi che stiamo attraversando. Ce lo conferma in maniera cruda l’attentato di Brindisi che ha tolto la vita a una ragazza e ne ha ferite altre. La violenza di un’esplosione programmata nei dettagli, i quaderni scagliati lontano, gli zainetti bruciati ci colpiscono quanto le parole spezzate delle compagne di scuola e il disorientamento degli adulti che cercano spiegazioni che non potranno mai essere esaurienti.

Per quale ragione è stata colpita la scuola “Francesca Laura Morvillo Falcone di Brindisi?
Le vittime sono studentesse dell’istituto professionale “Francesca Laura Morvillo Falcone”, intitolato a chi ha già pagato un tributo di sangue nella lotta alla malavita. Una scuola pubblica dove si fa educazione alla legalità e ci si preoccupa di alimentare una tenuta sociale costruita sul rispetto delle regole di convivenza civile e ci si impegna per salvaguardare ideali che non hanno bisogno di retorica ma di cultura e di buone pratiche.

Secondo lei a chi fa paura la Scuola Pubblica?

Si tratti di un attentato di terrorismo o di mafia o di qualsiasi altra follia, è sicuramente e innanzitutto un attacco alla scuola pubblica che nella scarsa attenzione generale continua ad essere il più forte baluardo all’imbarbarimento e all’inciviltà. E’ un attacco ai giovani di una generazione cui non si sta solo negando un orizzonte di futuro fatto di lavoro e di normalità, ma anche il presente.

Presidente, in questo momento così triste e drammatico nel vedere colpire una Istituzione fondamentale per lo Stato come la scuola quale messaggio sente di dare? 
E’ nostro dovere ricostruire un tessuto di fiducia e di sostegno attorno alla scuola e ai nostri giovani, sono loro il nostro patrimonio più importante e abbiamo il dovere di proteggerli, di trasmettere loro la ricchezza della nostra cultura e di affidargli anche i sogni che non abbiamo saputo realizzare, come quello di un mondo più umano e più giusto.

Pubblicato su http://www.liberartonline.net/cultura.asp?cod=145

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